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*loading* viandantiSono passati
Arrivò il mattino... ancora senza lui. Ci mettemmo in marcia, ritornando al punto in cui c'eravamo divisi ormai due sere prima. Facendo ben attenzione per non esser notata, evocai il cane per fargli seguire le tracce di Anth. Ben presto ci trovammo a seguirlo fin fuori dalla città, in un punto imprecisato, in mezzo al nulla. Ancora, utilizzando i miei poteri chiesi agli uccelli del cielo se avessero visto un mezzodrow. Nulla. Corsi nuovamente sulla riva del lago, osservando le fronde degli alberi, sperando di intravedere la sua figura che, pigramente, era poggiata su un ramo... Ma la conferma che le nostre paure fossero fondate ci arrivò da xartas che ci informò del fatto che il punto in cui ci aveva portato fosse impregnato di un'aura magica... probabilmente lì era stato aperto un portale. Magonata, ero ormai quasi sul punto di piangere, quando quello stesso umano mi fornì una piccola speranza: mi tirò in disparte e si confidò. Mi disse che, mentre noi eravamo a castello Ducroif, lui aveva eseguito qualche impegno per Antares, che gli aveva ordinato di tenermi sempre d'occhio e, nel caso fossi stata in pericolo, gli aveva donato una piccola sfera color azzurro che doveva utilizzare per richiamarlo in caso di bisogno.
Decisi, prendendomi la responsabilità, di utilizzarla... Pensai intensamente al demone e lo chiamai stringendo quell'oggetto, ma nulla accadde. Delusa, mi reincamminai verso il presunto portale, ma quando ci ritrovammo all'imbocco della grande piazza, una strana e pesante aura si formò sopra le nostre teste... e dal nulla comprve Antares! Un po' sorpresi, ci subimmo la sua ramanzina per averlo chiamato senza che fossi espressamente in pericolo... Ma pregandolo un po', riuscii a portarlo nel punto di nostro interesse. Lui ci confermò la teoria ma si disse anche, in quella forma, incapace di riaprirlo. Ci mise poi poco a ridileguarsi, sulle tracce degli altri strumenti. Al suo posto, però, arrivarono due individui in tutta fretta. La ragazza, con i capelli corti e neri, possedeva un fisico scolpito ed allenato. L'uomo, invece, sembrava più pacato e cordiale. Ci chiesero che fine avesse fatto il demone e brevemente raccontai il mio strano legame con lui. Scoprimmo che i due altri non erano che due "collaboratori" di Rastaban. Ci dirigemmo, così, tutti insieme al castello, dove i due dichiararono l'impossibilità del saggio a presenziare a Radigast nonostante gli accadimenti di quei giorni. Con somma delusione di tutti, ci preparammo ad affrontare la situazione soli soletti...


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