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*loading* viandantiSono passati
Il giorno dopo mi tirai appresso Elares per agghindarci per la festa come si deve! Antheos non fece ritorno alla locanda, ma speravamo nel suo rientro entro sera, in modo da portare con noi uno dei due"salvatori dell'arena"o"coloro che hanno ucciso L'hydra", come ormai sussurrava la gente per la strada... Ma il personale del castello ci prese in contropiede quando si recò da noi nel pomeriggio per sottoporci ad un trattamento a corte: volevano assicurarsi che andassimo veramente vestiti come si deve, a quel benedetto ballo! Dopo le prime ritrosie dei signorini, ci ritrovammo così in stanze separate, immersi in grandi catini profumati. Le dame furono molto pazienti con me, e mi aiutarono passo passo nel lavaggio, nella vestizione, nell'acconciatura... In una sola ora, guardandomi allo specchio, non mi riconoscevo più! Quando ritrovai gli altri nel corridoio, però, mi stupii ancora di più. sembravamo davvero un gruppo di nobili infagottati! Due guardie tornarono all'ora di cena, dichiarando il loro insuccesso nella ricerca del mezzodrow... dove diavolo si era cacciato?! Così presa da quella preoccupazione, non imbastii poi grandi conversazioni col mio cavaliere, sebbene fossi ancora piuttosto imbarazzata per l'accaduto. Nei nostri piatti passarono i piatti più prelibati che il mio palato gustò mai, William si trovò poco a suo agio con le tante posate, Elares e Rhien si adattarono subito a quei modi di fare. Subito dopo il pasto, come da usanza, donne e uomini si dividevano gli uni per parlar d'affari o giocare a carte, le altre per spettegolare, per lo più... Mi annoiai a morte e sperai con tutte le mie forze che quel momento durasse il meno possibile! Feci quasi i salti di gioia, quindi, quando si aprirono le danze e ci riunimmo. Si può parlare invece di tuffo al cuore quando il cavaliere chiese a me il primo ballo, portandomi in mezzo alla pista. Lì ebbi finalmente modo di rompere il ghiaccio dell'imbarazzo, in seguito anche alle sue scuse... Scoprii inoltre che proveniva dalla città in cui gli schiavisti mi fecero prigioniera e gli raccontai delle mie peripezie in quella vicenda. Scrutai anche divertita i tentativi di William di schivare una giovane di bell'aspetto che lo seguiva costantemente... Emilijan mi disse che era la cugina della principessa e che sicuramente si trattava di un buon partito. Con questa scusa però, lui, prese il coraggio d'invitare Elares, che neppure lontanamente si sognava di attirare le sue attenzioni. D'improvviso entrò un messo nella sala, diretto al trono. Bisbigliò qualcosa al sovrano già piuttosto silenzioso ed il cavaliere mi fece finalmente una confidenza in gran segreto: il secondo genito del re era scomparso ormai da mesi, quella presente ad ogni manifestazione era una sua illusione creata ad arte dal mago di corte. Mi fece pure una breve descrizione del ragazzo. Non seppi perchè... ma mi vennero immediatamente in mente le maniere di fare civili ed educate del ragazzino incontrato nel bosco, con la compagnia di banditi. Lo misi al corrente ed in men che non si dica ci ritrovammo tutti nelle stanze del sovrano per discutere della possibilità. Il messo aveva portato notizia della possibile apparizione del principe in una città a due settimane di distanza da lì ed in quattro e quattr'otto avrebbero organizzato una missione per assicurarsene. Anche le nostre parole furono ascoltate e venne deciso che, se il ragazzo non si fosse trovato nel luogo di cui sopra, quella sarebbe stata la seconda possibilità. Ci congedammo così dal castello, con la consapevolezza che il cavaliere sarebbe partito l'indomani stesso come guardia personale del principe. Al posto di tornare a casa, però, mi recai sulle sponde del lago, lì dove il giorno prima io ed Antheos avevamo piantato un seme di melo... Rimasi delusa dal non trovarlo lì e la mia preoccupazione inizò a farsi palpabile... Dove sei finito... Antheos?
Il giorno seguente eravamo nuovamente tutti piombati nel tran tran quotidiano: io avevo il corso di danza da seguire, sempre sotto il vigile controllo di Nadine, la prima ballerina. Con lei confidai la mia sorpresa per l'invito del cavaliere al ballo, lei mi spinse ad esser più audace e non faceva che ripetermi quanto fossi fortunata, cantando le doti del ragazzo, che pareva esser veramente con la testa sulle spalle. Camminando ancora a due metri da terra per la felicità, mi diressi nel primo anello della città, ove trovai finalmente l'ufficio dove poter chiedere l'edificazione di casa mia. Un ometto sospettoso mi accolse, mettendo subito ben in chiaro il fatto che il materiale sarebbe stato molto costoso, ancor di più la mano d'opera. Gli feci vedere il foglio donatomi dalla Chiesa in cui era esplicato che i lavori eran totalmente a loro carico, ma essendo magnanima e pensando che il gruppo di mezzelfi avesse già costruito le loro abitazioni, gli chiesi solamente le materie prime... Ci avremmo pensato noi, con le nostre sole forze, a creare la nostra casetta! Tutta felice, e promettendogli che avrei presto fatto venire gli uomini a ritirare il tutto, tornai nella locanda dei miei amici, dove reincontrai anche Antheos, leggermente più rincuorato dei giorni precedenti. La giornata volò via veloce, anche grazie agli scherzi di William che costrinsero il povero Xartas alla fuga in bagno per diverse ore... La sera, come suo solito, arrivò Em, che ci trasportò alla taverna ormai così familiare. Seduti ad un tavolo, riuscimmo finalmente a parlarci dei nostri nuovi compiti in città: Elares era tutta presa dal suo rientro in chiesa, dopo un periodo di distacco dovuto alla morte del fratello... William era ormai, a pieno titolo, un soldato della città. Io parlavo entusiasticamente del mio corso di danza, che mi lasciava dolorante ma felice. Sembrava tutto... perfetto. Se non fosse che Xartas, desideroso di vendicarsi per l'affronto subito dal guerriero, provò di nascosto a versare un lassativo nella sua birra. Da qui nacque una piccola scaramuccia... Bè, mica tanto piccola visto il pugno che William gli mollò in faccia! Comunque l'altro se ne andò ancora più imbestialito. Chiesi gentilmente ad Antheos se potesse andare a richiamarlo, per non farlo tornare per le strade di notte da solo, e lui stranamente acconsentì... Dopo pochi minuti, entrò sbirciando dalla porta una figura a me assai familiare... Per poco non arrossii da capo a piedi, visto che ne avevo parlato quel giorno stesso! Il cavaliere Emilijan era lì, a portata di sguardo, e con un cenno mi fece uscire per parlarmi un attimo. Mi sorrise come suo solito, con quella sicurezza di chi sa il fatto suo. Mi chiese come mai mi trovavo in un locale un tantino malfamato, o almeno non adatto ad una fanciulla... Ma risposi tranquilla che il luogo era divertente e che con i miei amici non correvo alcun pericolo! Poi rinnovò, con mia grande gioia, l'invito al ballo che si sarebbe tenuto... Il giorno dopo! Rimasi quasi shockata da quell'improvvisa notizia, ma prima che potessi seriamente pensarci lui mi salutò... con un bacio! Mi sentii una stupida, a rimanere così, imbambolata, per un semplice bacio a fior di labbra... Eppure, io non avevo mai... Insomma! Quello! Quando rientrai, tutti si accorsero del mio strano comportamento. Attendemmo ancora un po' il ritorno di Antheos, che non si fece più vivo, e decidemmo così di andare a dormire... Sicuramente il mezzodrow e l'altro umano ci avevano già preceduti...


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