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*loading* viandantiSono passati
La mite statua si è trasformata in un essere se possibile ancora più raccapriccinate del primo... Una strana bestia curva, dalla pellaccia scura e all'apparenza spessa, con lunghe zanne ed artigli... Nel ventre, appena concavo, i suoi stessi tessuti vanno a formare una disgustosa"gabbia", all'interno della quale si trova un essere più piccolo, imprigionato. "Un divoratore! Fuggite se non volete finire nel suo ventre!". Ci vuole qualche istante prima che io capisca cosa intenda davvero... in quell'improvvisata cella potremmo ritrovarci ad uno ad uno noi, a quanto pare.... Il fuggi fuggi generale aveva appena avuto inizio, in maniera più che disordinata a causa dal panico che si era diffuso a quell'idea, quando per completare l'opera si alza dal pavimento una fastidiosa nebbiolina, che a poco a poco rende assai difficile riuscire a ritrovare gli sguardi dei compagni. Di getto, però, la coltre si riunisce in un angolo, iniziando a delineare una figura più precisa, quasi umana... da quell'istante, nulla per noi ebbe più senso. I nostri arti si bloccarono involontariamente, impedendoci la fuga. Nonostante tutto gli occhi erano fissi sullo strano fenomeno che a poco a poco sembrava prender corpo innanzi a noi... Un uomo. Terribile ed affascinante penso siano gli aggetivi che lo descrivano meglio. La sua corporatura non era delle più imponenti che avessi visto, ma la sua figura esprimeva in qualche modo una solennità che non mi sarei mai aspettata di provare. Attrazione per un carisma tanto marcato, disgusto per la convinzione che qualcosa di terribile si celasse dietro a quegli occhi indagatori d'un azzurro ghiacciato che avevano preso a scrutarci, accompagnati da un leggero e freddo sorriso. Il mantello blu risaltava per constrasto sulla carnagione chiara, troppo per esser considerata "normale", incorniciata da una folta e curatissima chioma candida che si posava con dolcezza sulle spalle. "I miei complimenti... per esser giunti fino a qui, signori... Avete ormai quasi raggiunto la vetta, perciò vi prego di continuare in tal modo..." La sua voce, suadente ed ingannatrice, è simile ad un sussurro, che si stampa però indelebilmente nelle nostre menti. "Nonostante il mio gran disprezzo per l'essere umano... et similia (rivolgendo uno sguardo a me ed Anth), di cui usufruisco per rinsaldare la mia linfa vitale, non posso.... fare a meno d'impedire la vostra disfatta qui, in tale posto nero e ricolmo di perversioni... I vostri affanni debbono andare a buon fine.." "Chi siete voi...?"riesce a chiedere Tyldan, attingendo da sè stesso la forza per spezzare quell'atmosfera rarefatta che si è venuta a creare. "Vediamo...uomo che porta distruzione e morte tra i miei figli in nome di Dio... guarda bene chi hai di fronte.. la sensazione di terrore che stai provando, non ti da la risposta? Sento i battiti del tuo cuore aumentare sempre più... che meravigliosa sensazione... Indovina, chierico...chi sono?" In un rapido sussurro, il chierico accenna tra le labbra"... Simovich ...". Come in risposta ad un appello, un sorriso nuovamente si abbozza sulle labbra di quello che ormai a tutti è noto come un vampiro. E piuttosto importante, se persino il suo nome può provocare un tale senso di disagio in un cacciatore di non morti.Il mantello blu notte si alza insieme a lui a mezz'aria, come per avvolgerlo nell'abbraccio dell'oscurità, mentre gli stivali scuri a poco a poco svaniscono assieme alle estremità e, gradualmente, alle gambe, facendo invece spazio ad una sorta di nube verdastra che inghiotte il mostro ancora fermo a terra. "Una simile accozzaglia di bestie non si ritroverebbe mai in un posto del genere, se qualcuno non ha potere sufficiente per dominarli... ed il padrone di questo maniero... non lo ha..". Da sotto di lui sentiamo profondi mugugni che paiono di dolore, mentre a poco a poco, come sciolto nell'acido, il volto ed il busto del diviratore si disintegrano. L'espressione disgustata del vampiro pare convincerci definitivamente della sua supremazia. "Lui, che ha ottenuto un così vasto potere per la ridicola età che ha... non lo annovererò mai tra i miei figli... è un bastardo, nato in modo innaturale, ingannando le nostre regole..." Ciò che rimane della creatura è ormai inguardabile, ma con l'espressione più tranquilla del mondo Simovich continua a parlarci come se non fosse accaduto nulla. "Per tale ragione, sono ansioso che voi arriviate da lui e lo priviate della non vita che nè io, nè uno dei miei figli alcuno gli ha dato. E' per noi una vergogna. Ed è da cancellare. Ma tra noi esistono regole... e non posso farlo io" "E dunque... se non voi... chi l'ha generato?"chiede nuovamente il chierico, facendosi da portavoce. "Sicuramente Lui, con l'aiuto del negromante... Hanno bisogno di qualcuno che controlli il nord-est del continente..e si era rivolto a me... Ma non trarrei alcun giovamento dai suoi piani, indi per cui, ho rifiutato... Quindi...avranno...usato un...ripiego.." Ripresa la sua integra e normale forma, lasciandosi il cadavere alle spalle, prese a camminare tra noi, osservandoci con cura dispensandoci il suo pensiero. "Sangue maledetto...cattivo sangue...disgustoso..."accennò affianco a William, "Mezzosangue... Di male in peggio...." mi sentii bisbigliare alle spalle, "E tu..? Sono su questo mondo da così tanto...ma non avevo mai visto un simile orrore...", si rivolse ancora ad Antheos sospirando. Poi, con orrore, lo vidi passare l'estremità della lingua sul collo di Lucia..."Finalmente...sangue di vergine...la qualità migliore... Mi tenti donna...davvero...ma vi penalizzerei, e non potreste terminare il compito..E non voglio tocchi a me...Vorrei non avere più a che fare con Lui.." Tirai un respiro di sollievo quando le si allontanò e si diresse verso l'enorme finestrone colorato alle sue spalle. "Mi raccomando, non deludetemi..." risuonò ancora nei nostri timpani, mentre una creatura alata e notturna per eccellenza prendeva il volo spaccando il bellissimo disegno sul vetro...
La voglia manca di sicuro, ma ormai per forza d'inerzia facciamo capolino nuovamente nel maniero... notando di nuovo nel giardino qualche specie di spettro volteggiare qui e là. "E' l'aura del vampiro. Se non sarà ucciso in fretta, a poco a poco tutti i non morti che abbiamo affrontato riprenderanno forma...", spiega Tyldan. Bè, una buona nuova oggi ci mancava davvero! Con passo leggermente più spedito (come se poi servisse a qualcosa...), ci dirigiamo nei dintorni dell'armeria appena espugnata, riuscendo ad aprire grazie ad una delle chiavi precedenti una graziosa saletta, che tutto sembra fuorchè facente parte di quel luogo. La ispezioniamo con cura, non trovandovi nulla... Quasi arresici, il nostro sguardo cade nuovamente sul camino... che sia un'altra volta la soluzione dei nostri problemi? Accendiamo la fiamma al suo interno e, dopo qualche istante, iniziamo a sentire un rumore metallico e ritmato che pare indicare lo scattare di un meccanismo. Visto che non pare interno alla stanza, ci sporgiamo nel corridoio, ammirando con grande stupore un vistoso cambiamento: i muri al fondo d'esso si sono spostati, lasciando in bella vista due nuovi corridoi. Vi ci avviamo velocemente, salendo una lunga gradinata leggermente in salita, alla fine della quale troviamo un'ampia sala rettangolare, circondata di porte. In centro ad essa v'è una statua molto alta, raffigurante quello che sembra un normalissimo uomo. Con molta cautela vi ci avviciniamo a causa delle brutte esperienze precedenti... ma nulla pare muoversi. Ci dedichiamo quindi all'esplorazione delle camere, che nuovamente paiono semplici camere per ospiti, dotate di letti e lavoratissimi guardaroba. Le urla di uno dei chierici attira la mia attenzione verso la sala principale... Ciò che ci attende è raccapricciante... Il gigante che ci si para davanti sembra aver subito torture indicibili... un robusto filo gli cuce gli occhi e la bocca, la nuca priva di capelli ed una spessa armatura contribuiscono a renderlo terrorizzante già così com'è... ma la grossa arma provvista di palla chiodata che brandisce in mano di sicuro aiuta a peggiorare la situazione! Chiudo Rhien nella stanza appena esplorata, chiedendogli di non uscire, mentre i miei compagni si sistemano in maniera da esser fuori dalla sua portata, iniziando la loro preghiera... solo i guerrieri più esperti come Antheos e William si avvicinano abbastanza per attaccarlo, ma la forza dell'essere pare sconcertante e sembra subito chiaro a tutti che ci voglia un più che ottimo lavoro di squadra per buttarlo giù. I mugugni che fuoriescono dalle sue labbra legate spesso interrompono la nostra concentrazione, portandoci spesso a dover reiniziare tutto da capo. Ma, nonostante tutto, siamo ormai formati abbastanza da saperci organizzare e, intervallando attacchi puri ad incantesimi di cura, riusciamo con grossa fatica a neutralizzarlo. L'essere cade a terra... non lasciando nessuna chiave. La statua è ancora al suo posto. Seppur dubbiosa, mi reco ad aprire la porta a Rhien, ed èsolo allora che mi accorgo che la scultura pare muoversi... ma con un'altra forma....
Il turbinio diventa sempre più marcato, costringendoci a volte a ripararci gli occhi... dal tavolo sottostante, poco per volta, le armi prendono il volo, come alzate da un a tromba d'aria, prendendo a volteggiare con un movimento veloce e circolare. Alcuni chierici congiungono le mani, sussurrando qualcosa... che sia dunque anche questo un non morto? Mi metto d'impegno anche io, iniziando a concentrarmi per uno dei pochi incantesimi di chiesa che conosco anche io: la cura delle ferite. Seguendo un ragionamento logico, una magia di questo tipo non dovrebbe avere lo stesso effetto su un essere che ormai non è vivo... I ragazzi si fanno avanti, permettendoci, tenendolo impegnato, di finire quasi senza intoppi il nostro cantilenare. Oltre a dimostrarsi un temibile avversario in uno scontro ravvicinato, il vortice di quando in quando scaglia via una delle armi precedentemente assorbite nel suo nucleo, provocando gravi ferite a causa anche della velocità con cui la lama si impianta nelle carni... Hanno questa spiacevole sorte William, Antheos e Tyldan, che pur continuano nella lotta... pare che questo castello ormai ci abbia rafforzato abbastanza contro la stanchezza, le ferite e l'orrore... Il mio precedente ragionamento, comunque, si era rivelato più che fondato e, quella che doveva essere una portentosa cura, contro questa macchina da guerra è una micidiale risorsa. Sembrando, infatti, incassare il colpo, il vortice a poco a poco ci lancia contro tutte le sue armi: è il momento di agire, prima che se ne procuri di nuove. Con un semplice incantesimo, stacco un arazzo dal muro e lo faccio strusciare sul tavolo, in maniera che spazzi via tutte le armi lì sopra e le faccia cadere sopra un tappeto piazzato alla fine di esso. Il più velocemente possibile, poi, faccio staccare i cordoni delle tende legando le rastrelliere. Il tutto mi costa diversi minuti e molta, molta fatica.... inizio ad ansimare visibilmente, ma riesco nell'operato. Giunto ormai allo stremo, il nostro avversario aumenta vertiginosamente la velocità, come impazzito, ed infine esplode, scagliando le ultime armi a velocità folle: William ed Antheos riparano me ed Elares, salvandoci da una morte quasi certa. Quelle infatti che per loro sono ferite anche gravi, per noi sarebbero state fatali. Dall'aria cade una chiave, un'altra senza caduti.... sebbene sia stato versato del sangue, ci ritroviamo in una compagnia di chierici, e per di più la fontana del cristallo potrà risanarci a dovere. Proprio per questo, poco per volta e portandoci appresso i feriti, scendiamo con questa meta, ristorandoci e tirando un respiro di sollievo... Stancamente ci ridirigiamo all'accampamento, in cerca del meritato riposo e, soprattutto, del riacquisto degli incantesimi utilizzati...


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