adesivo by Ishadesivo by Ish

Avventure fantasy di una mezzelfa inutile
..Dove eravamo rimasti?..

martedì, 25 aprile 2006
Addio ad un amico

Mentre il gruppo degli uomini si sofferma per tener chiusa la porta, ispezioniamo la stanza in cerca di un'uscita, una via di fuga... ma svetta davanti ai nostri occhi una fontana, bella quanto macabra... Un fiume di sangue pare scorrere nella sua vasca, troneggiato da un angelo in preghiera. La fisso con un attimo di timore, immediatamente confermato... a poco a poco la pietra inizia a creparsi, prendendo infine la forma di un essere alato, ma assai meno bello. Una donna, pare... estremamente brutta, in parte nuda, i seni cadenti... ma le zampe e le ali di un grosso volatile. Sulla sua schiena è visibile una grossa faretra, che subito mi impegno per far ribaltare... Sforzo inutile, il mio... preso l'arco tende la corda, facendo parrire un dardo inesistente, creato appositamente da lei. Ben a poco valgono i nostri tentativi di colpirla, essa si sposta in alto, dove risulta inattaccabile, e a noi non rimane che rifugiarci dietro alcune colonne, mentre gli altri sono ormai allo stremo, le schiene poggiate pesantamente contro l'uscio. I nostri sguardi si posano sulle enormi finestre alla nostra destra, intravedendo in esse l'unica possibilità di salvezza. Tramite lievi soffi d'aria riesco un poco a cambiare la traiettoria delle freccie del mostro, che risulta comunque fuori dalla nostra portata. "Non ce la facciamo più! Sbrigatevi!" Il legno della porta stava ormai cadendo sotto i colpi delle armature e nulla più ci rimaneva se non la fuga. Tirata una sedia contro la finestra, ad uno ad uno iniziamo a scappare, gettandoci a capofitto fuori, incuranti del poterci ferire, seguiti a ruota dai chierici che ormai avevano lasciato il presidio dell'entrata alla stanza. Tutti... tranne uno. Facemmo appena in tempo ad alzare lo sguardo per notare che Aran si era attaccato con un balzo ad una delle zampe dell'arpia, che stava venendo ad attaccarci. Accadde tutto in pochi istanti, senza dare il tempo di gridare, di pensare... Ci fu tanta luce, una grande esplosione che finì di distrurre completamente le vetrate, i quali frammenti caddero qua e là nel giardino dove eravamo. Poi il silenzio. "Aran!"la voce di William fu la prima a distruggere quel velo di incredulità, mentre cercava di risalire per vedere cosa fosse successo. Aran... lo sentiamo ancora molte volte quel nome. Elares è tremante, a terra, non si alza, guarda con occhi sgranati verso le finestre... ma William non ci riporta buone notizie. "Mi dispiace..."accenna un chierico posando una mano sulla spalla di Elares... non capisco... di cosa si dispiace? Occultando a me stessa quale sia la verità, corro facendo il giro del giardino e rientrando di corsa nel castello torno nella stanza della fontana. "Aran!Aran, vieni fuori!"mi guardo attorno frenetica, faticando a camminare... vi sono montagne di macerie... pezzi di armatura sparsi... dell'arpia nemmeno l'ombra... ma al centro della stanza, una luce azzurrata sembra riscaldare un po' l'aria.. Un cristallo, un cristallo enorme, del colore del mare, galleggia sopra l'acqua, limpidissima. Mi avvicino, i passi lentissimi, scanditi dai singhiozzi di Elares, disperata, ancora dove l'avevo lasciata. "Si è sacrificato..." Mi giro, respirando sempre più profondamente, osservando Thildan, che pare avermi seguito. "Che... che razza di dio è il vostro se permette questo?! No, non è vero! Deve farlo tornare indietro!".. sfogo la tristezza con la rabbia.. la rabbia di non aver fatto nulla "Ormai..."mi torna in mente il nostro discorso quella mattina, e allargo gli occhi, disperandomi della mia stupidità... Lui sapeva... dio... lui sapeva?! Non ci posso credere... "C...che cos'è questo?"chiedo ancora, indicando il cristallo, i battiti cardiaci accelerati. "Solo chi ha un'enorma fede può farlo... si è sacrificato, ma questo è il simbolo del suo sacrificio... questa stanza sarà benedetta ed intoccabile da qualsiasi forma maligna per sempre..." Il labbro mi trema... come... come si può essere così stupidi da sacrificarsi per una cosa del genere...? No, non ci credo... non mi sembrava neppure così convinto d'esser chierico! Tiro un calcio a quello stupido cristallo, seguito da uno schiaffo. "Ehi, mi senti? Restituiscimelo! Restituiscimi Aran!" Dopo qualche minuto di silenzio mi arrendo anche io all'evidenza. Nella trasparenza delle acque raccolgono una chiave... ma a che prezzo?! Senza più parlare ci dirigiamo all'accampamento, tra i singhiozzi della mia amica. E mentre tutti entrano nelle tende rimaniamo io, Antheos e William, appoggiati ad un albero, a ricordare un amico...

Postato da: Ishy a 23:35 | link | commenti (15) |
diario di ish

sabato, 22 aprile 2006
Ormai...

Mattina. Come avrei voluto che fosse una mattina come tante... eppure avevo dormito. Non dico fosse stato un gioco da ragazzi, il giorno prima, finire lo scontro con quei bodak... Ma, una volta tolto l'impiccio del loro sguardo, i ragazzi(armati a dovere) avevan fatto il loro lavoro e, nonostante la pericolosità degli esseri, eravamo riusciti senza troppi inghippi a liberarcene, facendo"spuntare dal nulla" una nuova chiave... Senza neppure chiederci a cosa servisse, ci eravamo ritirati nell'accampamento per riposare e prepararci alla grande avventura che ci aspettava. Mattina, già... Ma non un raggio di sole. Nonostante questo il sonno mi aveva abbandonato, facendo posto ai brividi di freddo che si insinuavano sotto le tende e ci gelavano a poco a poco nella notte. Scostata la stoffa che mi divide dallo spiazzo tra le nostre arrangiatissime abitazioni, ritrovo Aran, seduto davanti alle braci di un fuoco ormai spento, completamente perso nei suoi pensieri. "Ciao!"gli sorrido, come se fossimo seduti al bancone della taverna, il più rassicurante possibile, ricambiata certo, ma in modo un po' triste. "Pensi che ce la faremo.. eh, Aran? Io non so... forse è un'impresa da pazzi! E tu che sei più atto a combattere nella chiesa... dovresti sempre fare queste spedizioni? E' pericoloso! Forse... forse dovresti cambiare vita!" Lui mi guarda, serissimo "Ormai..". Lo osservo qualche istante. Quella parola risuona strana, disillusa. "Bè, sei giovane! Una volta che torneremo da questa missione, dovrai decidere della tua vita.. e senza farti condizionare da ciò che vuole tua sorella!" Per qualche istante tace, poi sorride, poco convinto. "Vedremo"accenna appena, mentre gli altri piano piano iniziano a svegliarsi. Una colazione veloce, forse a causa della stretta che ci attanaglia lo stomaco.. paura. Ho paura di quel castello, di ciò che potremmo tornare... di esser uscita di casa solo per conoscere le brutture del mondo. Ma mi guardo intorno, sicura.. siamo tutti qui. Non è il primo ostacolo che superiamo, finora è andato tutto bene.. devo esser fiduciosa! Già, lo ha detto anche la cartomante! Giungiamo davanti al cancello semi aperto, ritrovando a terra gli stessi segni di lotta del giorno precedente. Prendendola come la strada più ovvia, ci avviamo verso il portone principale, al di sopra di un balconcino al quale si può accedere dalle due scalinate poste ai lati, con in mano la chiave ottenuta il giorno prima. Avvicinandola alla toppa e girandola sentiamo un"clack" dopo il quale essa svanisce... abbiamo aperto la via a casa Ducrojf. Titubanti ci soffermiamo nell'androne, osservando le varie porte che si dipanano da qui. La stanza è rettangolare, con al centro un grosso tappeto ed un grande lampadario a coronare il soffitto mentre, nella parete di fronte a noi, un camino spento sembra avvisarci della mancanza di vita. Sui lati corti, invece, vi sono colonne che percorrono tutto il muro, alternandosi ad alcuni divanetti impolverati. Abbiamo due porte innanzi a noi, a destra e sinistra del camino, che risulta piuttosto centrale. Preso il coraggio a due mani, optiamo per la porta a sinistra, utilizzando la chiave di cui veniamo a conoscenza solo ora, conquistata contro il primo bodak battuto dai nostri compagni al momento della cattura del patriarca. Veniamo così a scoprire che entrambe le porte danno su un corridoio molto lungo, diviso in due da alcune stanze simili fra loro e sistemate anche lungo le pareti... Ci dirigiamo verso la porta alla nostra sinistra, con un'amara sorpresa... Al suo interno si trovano diversi fantasmi in quella che pare una stanza da riposo. Richiusala subito, ci reindirizziamo nel corridoio, dove ci è preclusa l'entrata alle camere centrali. Quelle laterali presentano invece svariati"ospiti"non morti, come zombie e scheletri, che non vengono neppure tenuti in considerazione.. i "poverini"si vedono risbattere la porta sul muso. Non ci rimane quindi che provare la stanza più in alto a destra, mentre i nostri passi rimbombano sulla pietra del pavimento sotto lo sguardo attento di alcune armature di ferro che fan d'arredamento... ancora per poco. Giunti quasi al fondo, iniziamo a sentire qualche rumore... ci voltiamo con orrore vedendo che le armature poco per volta stanno prendendo vita! Una corsa, come dei pazzi, dalla parte opposta, ci porta quindi a prendere la stanza più in alto a destra. Richiudiamo la porta alle nostre spalle, ma abbiamo ben poco di che stare allegri: fuori, quegli ammassi di ferraglia stanno spingendo per entrare.. siamo in trappola?!

Postato da: Ishy a 00:21 | link | commenti (14) |
diario di ish

martedì, 18 aprile 2006
Prima spedizione al castello

L'inquietudine ci coglie mentre cauti scostiamo la poca vegetazione... sembrava che la vita si fosse addormentata ed il festoso rumore della natura come anestetizzato... D'un tratto, proprio in mezzo a quel tombale silenzio, i nostri passi si fermano in vista di qualcosa che turba i nostri animi(in positivo o in negativo non lo sappiamo neppure noi). V'è un accampamento.. una serie di tende poco distanti ormai all'entrata del castello. Forse... sono loro.. sono coloro che cerchiamo. Ci avviciniamo prudenti, sentendo del leggero brusio.. voci umane, paiono. Preso quindi coraggio palesiamo la nostra presenza e, se dapprima i possessori di quel piccolo campo s'inquietano, subito dopo ci accolgono quasi con un respiro di sollievo anche grazie alla presenza dei chierici che ci accompagnano. Accomodatici finalmente al riparo, abbiamo modo di chiedere informazioni, naturalmente dopo un'adeguata presentazione. Davanti a noi v'è un uomo di mezza età, brizzolato, che indossa un completo clericale diverso dal solito, due chieriche simili ad Elares assieme a tre chierici e due guardie munite di lancia, che si presentano come Tildan, Celia ,Lucia, Eraledus, Ariliv, Adireth, Ethelab e Kaesh. Naturalmente ciò che ci preme è sapere dove sia il patriarca, e la risposta che troviamo di certo non è delle più allegre. "Quando siamo giunti qui, questo bosco brulicava di lupi.... non lupi comuni"prende parola Tildan, dopo aver precisato d'esser il capo spedizione, un cacciatore di non morti,"ci abbiamo messo diverso tempo a disinfestarlo. Infine, quando siamo giunti al cimitero dietro castello dopo aver messo su questo piccolo accampamento, noi non ci saremmo aspettati... vedete, noi eravamo molti di più". I visi dei presenti si adombrano, quasi si riesce a scorgere nei loro occhi la tristezza mista a disperazione che devono aver provato in quei frangenti. "Abbiamo avuto a che fare... con un necromane."Elares si porta spaventata una mano sulla bocca, io lo guardo interrogativa."E' un mostro costituito da terre sepolcrali... è uno dei non morti più potenti conosciuti, nessuno avrebbe potuto immaginare... comunque, lo scontro è stato molto duro, tenendo poi conto che v'erano anche zombie e scheletri... abbiamo perso molti uomini. E' stato allora... che una creatura dalla parvenza umana èbalzata fuori dal nulla prendendo il patriarca e portandolo all'interno del castello mentre noi eravamo appena entrati nel giardino. Le porte si sono chiuse e noi non abbiamo potuto fare nulla. Per terra, lì dove prima avevamo ucciso il non morto, c'era una chiave che ci aveva permesso di aprire i cancelli... un gioco, probabilmente, del padrone di casa. Ha messo a guardia delle chiavi delle creature mostruose, pronte a decimarci..". Tremo, senza rendermene conto, per un istante. E noi cosa potremo fare? Elares ed Aran prontamente si offrono di aiutarli... che cosa fare, abbandonarli? No di certo... Mi offro a mia volta, forse il mio liuto può servir a qualcosa. Così a ruota tutti decidiamo di seguirli, seppure le speranze di vittoria non siano poi così alte. Preparatici, decidiamo immediatamente di recarci sul luogo per vedere il da farsi. Dopo circa un'ora di cammino, giungiamo davanti al cancello del giardino, già aperto... qua e là ci sono ancora i segni evidenti di una lotta recente. "Qui abbiamo affrontato un bodac" ci spiega ancora Tildan,"Era una statua quando siamo entrati... intrattenuti dal combattimento abbiamo potuto far ben poco mentre il patriarca veniva portato via". Per quanto il tempo sia passato, la "luce" è sempre la stessa.. il sole è coperto, non si riesce neppure a giudicare che ora sia del giorno, sempre se è giorno... Ci diviamo in gruppetti ispezionando le aiuole e il resto della zona, non riuscendo ad aprire il portone principale. Solo dopo un po' scorgiamo un passaggio tra due muretti erbosi e decidiamo, riunitici, di seguirlo. Inoltratici un po' ci ritroviamo in quello che pare esser un piccolo labirinto naturale, costituito da aiuole che, una volta, dovevan esser ben curate. Un po' tesi, ma sempre tutti uniti, continuiamo cercando di districarci tra bivi e vicoli ciechi fino a quando, attraversando uno di questi cespugli, una sagoma inconsistente non ci si para da sola. Mi muore il fiato in gola... sembra come il fantasma che mi aveva attraversato alle rovine non molto tempo prima! La paura dura ben poco, grazie alla presenza dei chierici che lo scacciano prontamente con i loro simboli sacri. Continuando in questa direzione ci ritroviamo finalmente in uno spiazzo centrale, coronato ai lati da due statue da cui io ho imparato bene a diffidare, visti i precedenti. E la lezione era proprio giusta... immediatamente prendon vita, i loro corpi umanoidi ma più allungati e stretti, il capo oblungo, dirigendosi verso di noi. "Sono bodac! Non guardateli negli occhi! Provocano la morte immediata!"esclama Tildan, facendoci cadere ancor più preda del panico. Sapendo di non poter fare null'altro, mi appresto con la mia voce a creare una sottile melodia che ben presto genera un effetto magico: la mia sciarpa e quella di Antheos volando su di loro, avvolgendo il viso e gli occhi per permettere ai miei compagni di combattere indisturbati....

Postato da: Ishy a 21:48 | link | commenti (16) |
diario di ish



adesivo by Ishadesivo by Ish

Ultimi Commenti

sasha93 in Simpatie e ripensame...

adesivo by Ishadesivo by Ish

Archivio

oggi
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004

adesivo by 

Ishadesivo by Ish

Pg


adesivo by 

Ishadesivo by Ish

Sondaggi






Primo posto: Ishtar- Secondo posto:Antheos/Will- Quarto posto: Elares- Quinto posto: Xartas/Aran/Antares