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Avventure fantasy di una mezzelfa inutile
..Dove eravamo rimasti?..

venerdì, 27 gennaio 2006
Bussatrici di porte e venditori di merende...

Divento tanto monotona se dico che i giorni seguenti l'unica cosa degna di nota è il male ai piedi?Nuovamente in viaggio, nuovamente esposti alle intemperie, nuovamente a "dieta" a causa della quantità di razioni che possiamo trasportare. E' quindi con gioia che, dopo 9° giorni, la sera avvistiamo le mura della nuova città, Rel Mord, che da subito ci pare piuttosto imponente. Appena entrati, ho la sensazione che sia piena di vita quanto grande: sebbene il sole sia ormai calato, v'è molta gente per le strade. Come nostro solito ricerchiamo una taverna per riposare, non è poi così difficile identificarla... anche questa, zeppa di gente!Finalmente gustiamo una cena come si deve, chiaccherando un poco al tavolo e finendo epr far tardi. Ben presto i clienti si fan più esigui, prima che entrino dall'uscio delle strane donnine... non che abbiano qualcosa nell'aspetto che le distingua dalle altre, ma... sono assai meno aggraziate e più... disinibite, ecco!William, quasi divertito, ci informa che sono delle mer... qualcosa... delle donne che si vendono insomma... una parola molto simile a merendina mi pare!E poi aggiunge un po' sboccato che vanno a battere... Nella mia testa si forma così l'idea di queste donne che vanno a battere su tutte le porte per vendere merende.. un po' strano come mestiere! Qualcuna si avvicina anche al nostro tavolo, sorridendo a più riprese ai ragazzi. La guardo stranita.. abbiamo appena finito di mangiare, non è che sia ora di spuntini!Antheos chiede spiegazioni, non essendo ancora convinto. Bofonchia qualcosa con William e lo guarda ancora poco convinto.. neanche lui probabilmente conosce il significato di questa vendita porta a porta!Lo sento poi esclamare"...quindi sono delle schiave?"... schiave?!le costringono a vendere?! Tendo le mie orecchie semi puntute e carpisco qualcosa finalmente sul loro mestiere... arrossisco pensando in cuor mio che non sia possibile.. certe cose si fanno solo da sposati!E da lì ha inizio un parapiglia... il guerriero umano ne prende qualcuna per fare uno scherzo a Xartas, che era già in camera, Antheos(per salvarle, dice lui...)ne chiude qualcuna in una camera per non farla"professare"...Mi sento quantomeno adirata con i nostri compagni per ciò che stanno facendo... lasciando me ed Elares da sole al tavolo. Stizzita faccio fatica a rimanere ancora lì e faccio che andare a riposare con l'umana.Per questo motivo, il giorno seguente alzatami di buon'ora, mi reco tutta sola a fare spese, acquistando fra l'altro due splendidi abiti(che forse non avrò mai occasione di indossare)ed alcuni pensieri per i miei amici, oltre che una pentola.E, per coronare il tutto, mi fermo in piazza a suonare con un gruppo di saltimanchi.A quanto pare rimarremo ancora qualche giorno qui. E ciò non mi dispiace, se non fosse per quel dannato vizio di alzare le mie mani dei mie compagni di viaggio....

Postato da: Ishy a 22:12 | link | commenti (14) |

martedì, 24 gennaio 2006
La nave prende il largo...

Fra noi si fa avanti un individuo a dir poco bizzarro... dondolante, palesemente ubriaco, dagli strani abiti. Non pare minimamente sconvolto da ciò che sta capitando proprio di fronte ai suoi occhi. Mi viene in mente che può esser uno di loro, ma l'aspetto ha un chè di...pulito. Quindi accantono l'idea. Invece, appena superatici, sventolò in aria le mani con fare poco sicuro, dando qualche ordine confuso.

"Allora, cosa state aspettando? Continuate a caricare le merci!". I pirati si erano effettivamente fermati da quando eravamo entrati noi in scena a rompergli le uova nel paniere.

"Ma... capitano... la ragazza è una strega..."cercò di farsi le proprie ragioni uno, ma poi gli uomini ripresero seriamente a lavorare.

Sorpresa dal fatto che costui non fosse minimamente intimorito, gli chiedo di fermarsi se non vuole incorrere nell'ira del mare... Non solo non mi pare spaventato, ma mi prende anche in giro chiedendomi di entrare a far parte della ciurma. Alquanto indispettita, cerco di concentrarmi per farlo finalmente demordere, ma tutto ciò che ottengo è... uno strambissimo umano che contratta sulla merce che sta rubando! Non credo alle mie orecchie, addirittura cerca di ottenere pietà esplicando quanto sia difficile in questo periodo il traffico in mare con una mostruosa belva che infesta gli oceani e che lui e la sua ciurma han bisogno di viveri... Sospiro, sorpresa da tanta sfacciataggine, ma sto quasi per assecondarlo un pochino quando, con un trucchetto fumogeno da quattro soldi, se ne scappa in nave e ci saluta sbeffeggiandoci, mentre tutto quello che sono riuscita ad ottenere è la sua spada...

"A proposito..mi chiamo Guascògne Valdès de Garrascòn... mi verrò a riprendere la mia arma!"mentre sventola il cappello e noi non possiamo far altro che vederlo pian piano sparire al'orizzonte... A poco a poco la situazione si tranquillizza, i corpi dei pirati affrontati dai miei amici rimangono a terra.. li guardo sgomenta ripromettendomi un bel discorsetto, poco prima d'esser interrotta da quello che pare esser l'oste della taverna poco distante che, per ringraziarci di aver rallentato il saccheggio del suo magazzino, ci offre un pasto caldo ed alcune stanze per riposare.

Finalmente un po' di riposo tra compere e quotidinaità..una sensazione che da tempo non provavo più.L'odore del mare pizzica gentilmente i sensi mentre convinco Elares a fare due passi attraverso le vie della città, su, fino alla piazza del mercato con la fontana, dove quel pomeriggio avevamo scambiato le monete e le gemme ottenute nella dimora dello spettro, potendo così permetterci degli abiti per il freddo pungente che in questi giorni pare peggiorare. Solo il giorno seguente decidemmo di ripartire, riprendendo la strada verso Radigast... ma il viaggio sarebbe stato ancora lungo...

Postato da: Ishy a 23:32 | link | commenti (11) |
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giovedì, 12 gennaio 2006
Ehiò, beviamoci su!

Dopo svariati giorni di cammino, prendemmo più acqua che un pesce sotto una cascata... Già, il tempo non pareva per nulla esser gentile con noi poveri viaggiatori. Ma la fortuna non ci aveva abbandonato(se di fortuna si può parlare... ho i miei dubbi). Nel bel mezzo di un bosco ci imbattemmo in un'abitazione rustica e,colti dalla disperazione, vi chiedemmo riparo. Ci accolse una vecchina dall'aria gentile sebbene un po' misteriosa, neppure troppo scossa da quell'improvvisata. La sua casa fu il riparo per quella notte, dove potemmo rifocillarci con diverse prelibatezze e dormire in un letto o innanzi alla fiamma ardente del camino. Stranamente la donna non si fece più vedere dopo averci messo a disposizione tutto ciò di cui avevamo bisogno e, l'indomani mattina, non v'era neppure. Ci aveva solo informati che la città più vicina era ormai a meno di un giorno di viaggio e così, rifatto fagotto, partimmo. Effettivamente dopo mezza giornata di viaggio riuscimmo a scorgere le mura di una città decisamente più grande rispetto ai canoni a cui ci eravamo abituati nelle ultime settimane: Mithat, un porto marittimo dove avremmo fatto sosta forse per un paio di giorno. Attraversato il portone principale, ci incamminammo per le strade... semi-deserte?! Ma insomma, dopo tanta desolazione speravo di avere a che fare con un po' di vita, in un porto poi! Eppure poche persone davvero rispetto a ciò che pensavo percorrono quelle vie... Alla ricerca di una locanda dove poter posare i bagagli, sentiamo finalmente delle voci, ma la donna in fuga con un bambino per mano non promette nulla di buono... William si allontana al suo inseguimento, forse per avere qualche informazione, mentre noi ci dirigiamo verso il trambusto ormai sempre più evidente. Ad accoglierci c'è un'amara sorpresa: una serie di uomini che paiono di malaffare stanno trasportando su alcune navi dei baril, delle botti e delle casse, mentre qua e là v'era segno di un incendio tra le abitazioni. Non hanno affatto l'aria di chi gestisce un emporio... dove porteranno dunque tutta quella merce? A consolidare la mia teoria, ben presto assistemmo ad uno spettacolo di clamorosa ingiustizia: uno dei presunti briganti ferma un povero malcapitato puntandogli un pugnale alla gola e facendosi consegnare tutti i suoi averi. Non può farla franca! Velocemente(ma cercando di non dare nell'occhio... se non fosse per Elares che gli grida di fermarsi!)ci avvicinammo, raggiunti da William e, come nostro solito, ingaggiammo una lotta. O meglio, ingaggiarono. Io sostengo solo con pochi miseri trucchi che tutto posson fare fuorchè far del male ai banditi. Ma, attirati dal frastuono, altri suoi compagni ben presto ci si parano contro, in corsa. Cercando di rallentarli li feci inciampare tutti all'unisono su di una corda tirata per l'occasione e condii il tutto con qualche effettuccio di poco conto... il risultato fu ottimo! La paura per le stregonerie li inibii non poco e ne approfittai per spacciarmi per una specie di strega dei mari, capace di portar loro tempesta... sebbene io non sia una grande attrice, il sostegno dei miei compagni alla mia farsa ebbe un buon effetto. Tutto sembrava stesse finalmente volgendo al meglio... fino al suo arrivo.

Postato da: Ishy a 23:27 | link | commenti (10) |
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