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Avventure fantasy di una mezzelfa inutile
..Dove eravamo rimasti?..

giovedì, 29 dicembre 2005
Un marmocchio in mezzo al bosco

Questa continua fuga mi chiedo se allenerà le mie gambe o le distruggerà... certo, è l'ultimo pensiero che dovrebbe venire in mente se si è inseguiti da un maniaco omicida che pesa poco poco una tonnellata. Fortunatamente per ora pare esser stato bloccato e la nostra distanza si pensa crescerà ancora una volta superato un fiume abbastanza profondo... dubito sappia nuotare. Al calare della notte ancora non vi è traccia del nostro pesante inseguitore... William ha la mascella rotta ed Elares ha cercato di bendare quanto più possibile per non fargli fare movimenti, limitando così anche le sue possibilità di nutrirsi. Più che le sue ossa a fargli male pare esser l'orgoglio... neppure una parola, si dirige solo soletto in un angolo tra i pochi alberi nei dintorni. I soliti turni di guardia, però mi diletto in alcune piccole faccende, ad esempio lavara col sapone la casacca di Antheos incrostata dal sangue... e d'improvviso è il mezzelfo stesso a parlarmi, dando risposta alla mia domanda fatta diverse ore prima. "Noi... noi eravamo gli schiavi. Gli servivamo in battaglia visto che loro non si possono spostare di giorno. Tutto ciò che ho imparato è la frusta, il freddo invernale che uccideva spesso altri miei..."fratelli"... le botte, quelle sì. Ma voi... voi siete diversi. Ridete e non sembrate come loro. Siete strani." Magonata dalle sue affermazioni, provo a tenere un'aria seria, senza lasciar trasparire troppo le emozioni per non metterlo a disagio per una volta che parla. "Antheos... non esiste solo il soffrire di meno o il non soffrire per niente. Dovresti pensare a cosa vuoi tu. Dovresti voler esser felice" "A me basta non sentire dolore" La sua affermazione tronca il discorso quanto basta, non mi sento di contraddirlo, probabilmente non riesco neppure ad immaginare cosa voglia dire, eppure quest'idea mi tormenta anche quando, smontato il turno, entro nel mio giaciglio. La mattina dopo fortunatamente William pare aver guarito un po' le sue ferite( e non parlo di quelle del corpo)e riprendiamo il viaggio, nessun intruso all'orizzonte. Il tempo pare guastarsi lungo il cammino ed il culmine viene raggiunto la sera del terzo giorno, con pioggia scrosciante che neppure ci permette di accendere il fuoco... per questo motivo, mentre gli uomini del gruppo sono a caccia, io, El e Rhien andiamo alla disperata ricerca di un po' di legna asciutta(e magari qualche erba che potrebbe servirci per il viaggio... ma pare esserci al massimo camomilla). Ci imbattiamo così in uno strano fenomeno. Inoltratici di qualche passo più in là nel piccolo boschetto, smette di piovere. O meglio, piove sempre, ma non nel punto dove siamo noi! Rincuorata da questo strano fenomeno, mando Rhien a chiamare gli altri per usufruire di quello spazietto, quando ben presto sento una voce che chiede aiuto, seppur non sembri spaventata... "Non riesco a tirare dentro il cervo! Su, su, datemi una mano!" Scorgiamo così una bestia a terra, mentre i nostri compagni giungono e ci appropinquiamo appena verso il suono. Ci ritroviamo così... all'interno di quella che pare una piccola casetta! E il padrone di casa... non ci è neppure sconosciuto! "Ehilà, bellezza! Come va?" Antares mi sorride a 50 denti, il solito sguardo sicuro di sè. Elares scoppia in un pianto dirotto alla sua vista, singhiozzando"Facciamo questo viaggio perchè non siamo riusciti a non farlo scappare... e lo ritroviamo! Come lo spiegheremo in chiesa questo?"Aran si prodiga nel consolarla, io mi seggo attorno al fuoco gettando la spugna. Per lo meno per una sera dormiremo al caldo. Veniamo così a scoprire che Antares ci segue proprio a causa del mio liuto... è suo dice, e verrà a riprenderselo al momento opportuno... Si mangia un pasto decente finalmente, attorno al fuoco, dove ci assopiamo senza difficoltà. La mattina dopo, però, non v'era più traccia di Antares nè dell'abitazione, e ci aspettavamo 12 lunghi giorni di viaggio sotto la pioggia battente prima di esser di nuovo accolti tra mura ospitali...

Postato da: Ishy a 22:10 | link | commenti (14) |

lunedì, 19 dicembre 2005
Inarrestabile

E si riparte! Non che sia una novità, ogni giorno è come se partissimo e ci lasciassimo indietro un pezzo di regno... Tutto scorre piuttosto pacifico, pare che i guai si fossero concentrati in quel fatidico giorno per lasciarci in pace per il restante tempo del viaggio. Fu proprio allora che un bagliore proveniente da Antheos ruppe quella monotonia. Una luce per qualche secondo, mentre il mezzelfo si trovava innanzi a noi, poi nulla più.... ma guardandolo con attenzione si poteva notare che... era ringiovanito! ma pareva non essersi accorto di nulla. Stupita, confusa, guardo gli altri. Poi esclamo come se me l'aspettassi"Rhien! E' colpa della pozione che ha bevuto, vero?". In evidente imbarazzo il bambino si tradisce e ci è ormai palese che è quello il motivo. Anth pare alterarsi, il piccolo in fretta e furia ci spiega che quella pozione era un esperimento del suo maestro per poter, in caso di necessità, inviare un"eroe" bel passato per risistemare una situazione critica. Ma non era mai stata completata e, sinceramentem non si aspettava che avesse più alcun effetto visto che il mezzelfo l'aveva bevuta per sbaglio proprio il giorno in cui Larayt era morto. Invece pare aver avuto un effetto collaterale: ha solo riportato di qualche anno indietro nel tempo il mezzelfo... ma senza spostarlo temporalmente! Insomma, l'ha solo reso più giovane. Antheos pare quindi calmarsi, non troppo sconvolto dalla cosa, e riprendiamo il cammino, avendo però un argomento di discussione per il resto della giornata. A parte ciò, le nostre mattine, i nostri pomeriggi, le nostre notti, trascorrono in pace. Ho iniziato anche io a fare le veglie di guardia, trovandomi spesso così sola con un compagno con cui chiaccherare. Aran, dapprima... che mi conferma quello che ormai era un mio dubbio: Lorien è morta al 99% ed è inutile aspettarla oltre. Ed è poi tempo di confidenze: capisco tra le righe che la sua strada è decisa per lo più dall'attaccamento alla sorella e mi chiedo quindi se ne avrebbe scelta un'altra assai diversa se la vocazione di lei fosse stata differente.. domanda assai più marcata dopo l'affermazione in cui dice di saper giocare d'azzardo! La notte dopo è il turno di Antheos: più e più volte, ora che sa parlare, cerco di scoprire qualcosa di più su di lui e sul suo passato. Ma il ragazzo rimane comunque scontroso, sebbene si sia finalmente convinto che io non rappresenti un pericolo, vista la mia poca affinità con le armi. Passa quindi il tempo a studiarmi da vicino e la cosa forse mi farebbe quasi arrossire se non fosse che so che lui non usa malizia, ma ha solo la curiosità che è tipica anche dei bambini che non conoscono le cose. E' dopo circa 4 giorni di marcia che capita qualcosa che penso ricorderemo: fermatici a prender fiato presso una radura accanto alla vegetazione, sentiamo rimbombare qualcosa di simile a dei passo che fanno quasi tremare la terra. I guerrieri del gruppo sono già pronti alla difesa quando fa la sua comparsa un gigantesco "essere" in armatura con una gigantesca spada. Pur rimanendo spiazzati, i ragazzi fanno del loro meglio, ma lui pare avere un unico obiettivo: William. Dopo diversi colpi andati a segno dell'umano ma nessun segno di cedimento da parte dell'avversario, proprio lui ha la peggio. Come se fosse qualcosa di dimensioni insulse, il nemico lo prende e scaraventa via prima di riprenderlo e colpirlo più volto con il pugno sul viso. la sua forza deve essere impressionante... io mi preparo a recitare le rime che mi aiuteranno a cercare di bloccarlo grazie alla forza della natura mentre Antheos lancia qualcosa che crea un'esplosione sul mostro. E' il momento che aspettavamo: forse colto di sorpresa è caduto a terra e le radici lo stanno ricoprendo grazie al mio canto. E' il momento della fuga, velocissima, mentre il mezzelfo si trascina un William con il viso deformato dal dolore...

Postato da: Ishy a 21:04 | link | commenti (22) |

lunedì, 12 dicembre 2005
Reincontro con Rastaban

Non ci pensa due volte l'energumeno ad usare la sua lama... e temo che William ed Antheos lo seguiranno a ruota! Esco allo scoperto gridando rivolta al piccolo gruppo"No, un attimo! Non sapevamo chi foste, non volevamo ascoltare!".
Il piccoletto mi guarda sorpreso, poi scoppia a ridere"Ma tesoro... vi dovremo uccidere lo stesso!"
Incespicando nelle mie parole riesco a creare in fretta e furia un motivetto ed ,in men che non si dica, i lunghi capelli corvini del guerriero si intracciano alla sua spada. Sono piuttosto felice del risultato ottenuto quando una melodia si sprigiona da poco lontano, disincastrando la chioma dell'umano.. è vero, avevo scordato che anche quel tizio possedeva uno strumento musicale... questo significa che ha i miei stessi poteri?! Si congratula per la mia esecuzione mentre ormai il combattente riprende di buona lena nel suo attacco, sebbene i miei compagni sembrino ferirlo. La sua espressione però continua ad essere strana e non mi convince... ho come l'impressione che perderemo!Quand'ecco.. una luce accecante si fa strada fra di noi e quando s'acquieta un anziano fa la sua apparizione... ma... io l'ho già visto!!
"Voi non farete del male a questi individui!"Grida. Il gruppo dei nostri"nemici"non pare affatto scomporsi, anzi, uno degli individui ammantati alza una mano... un solo gesto... ed una folgore cade dal cielo in direzione del nostro soccorritore!Ma il misterioso viandante pare non subirne minimamente gli effetti... Finalmente stupiti, pare che decidiano per la ritirata, sebbene il guerriero paia restio. Lo osservo con attenzione... ma certo! Lo avevo incontrato molti giorni addietro, quando ero in viaggio con Elares, Antheos e Magnolia alla ricerca di Larayt! Confermando quanto avevo pensato, l'umano si presenta: è Rastaban, detto il saggio, una celebrità di cui avevo sentito parlare anche in chiesa. Egli ci conduce pochi passi più in là rispetto a dove c'eravamo fermati...per scoprire che è notte!Come ci spiegherà, la zona del tempio abbandonato è maledetta a causa del fantasma, quindi lì dentro il tempo non trascorre mentre fuori sì. Non ci resta che accamparci... Alcune domande sul nsotro futuro, qualcuna personale, qualcuna su di lui. Gli parliamo di ciò che abbiamo visto nella sfera, di Antares, del nostro attuale viaggio. Ed infine gli porgo una richiesta"Senta... il nostro amico laggiù non parla il comune, sebbene io con un incantesimo possa comunicare con lui per un tempo limitato... non si potrebbe fare una cosa del genere su di lui in maniera però che rimanga permanente?"Ne discutiamo ancora ed infine decide di accontentarmi, si allontana col mezzelfo e al suo ritorno mi dice che tutto dovrebbe esser andato per il meglio... quest'uomo dev'essere davvero molto potente!Ma nonostante l'ammirazione e la curiosità, il sonno presto o tardi doveva fare capolino. Spiegate le ultime teorie sugli strumenti musicali che potrebbero contenere i poteri di Antares, non mi resta che andare a dormire, lasciando il saggio nelle mani di William(Speriamo in bene!). Al mio risveglio, egli non v'era più. Ma mi tolsi la soddisfazione di andare di corsa a parlare con Antheos. Il suono delle parole comuni tra le sue labbra mi sembrò quasi buffo, dopo tutto quel tempo passato a non capirlo... e capii che forse per lui sapere finalmente ciò che stavo dicendo aveva lo stesso effetto.

Postato da: Ishy a 21:23 | link | commenti (17) |
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