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Avventure fantasy di una mezzelfa inutile
..Dove eravamo rimasti?..

lunedì, 28 novembre 2005
La statua del tempio

Nessuno più di tanto si è permesso di chiedere dove l'avesse trovata o quando avesse acquisito quella forza.. sta di fatto che quella spada era piuttosto inquietante e lo sguardo dell'umano subito dopo aver assassinato il nemico era molto strano... A fatica(abbiamo pur sempre Xartas da portare di peso, visto che non si è neppure svegliato)ci togliamo dalla zona di sabbia per dirigerci verso la vegetazione.Ed è qui che iniziamo a scorgere una costruzione in mezzo al verde. O delle rovine, per meglio dire... forse in passato era un tempio per qualche divinità, ma ora pare inospitale e comunque disabitato. In parte curiosi, in parte perchè quella è l'unica strada possibile, ci avviciniamo alle sue gradinate. Non pare esser molto grande, dall'entrata si può già scorgere la luce dell'uscita. Pochi passi quindi, sicuramente una via più gradevole che lo stagno che la circonda e ci obbligherebbe ad un bagno in quelle acque putride(sebbene in questa zona faccia molto caldo, non mi pare il caso...). Pochi momenti di esitazione, poi entriamo, incedendo con passo sicuro verso la porta innanzi a noi. Ma nell'istante in cui siamo entrati tutti, non scorgiamo nulla nè davanti nè dietro di noi... siamo in trappola! "Elares... per favore.. ricorda al tuo dio che per oggi ne abbiamo già avuta una!"sussurro, sospirando poi per le sfortune che, a quanto pare, amano la compagnia l'una delle altre. Proseguiamo per un corridoio di pietra, accendendo le varie torcie ai lati, fino ad arrivare ad una sala ben più grande. Xartas sembra essersi leggermente ripreso(o per lo meno è sveglio), così William ed Aran entrano per primi rischiarandola. Non v'è nulla, tranne una statua: uno strano toro umanoide, pare, molto grande. Certo che i padroni di casa avevano dei gusti orrendi. Sulla piattaforma sembra esservi scritto qualcosa... E le parole vengono ripetute ad alta voce dall'umano appena ripresosi: "la morte è la chiave per la vita" ...non l'avesse mai fatto..pareva proprio attendere che qualche sprovveduto desse voce a quella scritta!La pietra pare sgretolarsi e un pessimo presentimento ci attanaglia... prima di poter anche formulare un solo pensiero, siamo già in fuga ed, attraversate alcune camere più piccole della precedente, un verso mostruoso si innalza nel luogo... la bestia pare essersi risvegliata. Oggi decisamente non è giornata! A sottolineare questa mia esclamazione, ci si mette un vicolo cieco... siamo in trappola! E i passi pesanti della creatura si avvicinano sempre di più, fino a giungere da noi. Sembra davvero un toro, tranne che per la grossa mazza che brandisce.Io, Elares, Rhien e Xartas rimaniamo sul fondo della camera, sotto di noi una montagna di ossa che non promette nulla di buono... I 2 umani ed il mezzelfo attaccano la bestia, utilizzando forse la disperazione per quella giornata iniziata male e forse destinata a finire peggio. Mi rendo conto in questi casi di essere assolutamente inutile, ma ogni volta che vedo alzarsi una spada o una qualsiasi altra arma, so che il mio compito è sperare in colui che le impugna. Questo finchè almeno tutti non si decideranno a capire la loro inutilità... ci sarà sempre bisogno di armarsi per difendersi finchè qualcuno insegnerà come si usano... se nessuno lo facesse non vi sarebbe neppure la possibilità di attaccare. Ma tant'è, i miei compagni sono in gamba e il minotauro cade a terra, esangue, e dopo pochi istanti piano piano svanisce. Tiriamo un respiro di sollievo e poi giriamo per i corridoi per capire se la morte del guardiano abbia portato qualche miglioria. Ed effettivamente una chiave volteggia sopra il piedistallo dove prima giaceva pietrificato e al posto della scritta v'è ora una toppa. Desiderosi di andarcene il prima possibile, facciamo scattare la serratura ed entriamo finalmente nella volta che appare in uno dei muri di questo strambo tempio, salendo le scale... ma salire anzichè uscire... non sarà un brutto segno?!

Postato da: Ishy a 21:09 | link | commenti (15) |

giovedì, 24 novembre 2005
la lama e il guerriero

La mattina dopo non ce lo siamo fatti ripetere due volte e abbiamo preso il cammino.Consegnato a Rhien il suo grimorio e il ciondolo da me acquistato, di nuovo verso Nord, nuovamente tutti insieme(finalmente). Un respiro di sollievo,finalmente, per aver abbandonato quella città maledetta, convinti che sicuramente non sarebbe potuta andare peggio di così. E fu proprio quell'ennesima mattinata di viaggio che ci persuase di tutt'altro. L'aria salmastra, la sabbia sotto ai piedi... eravamo giunti nei pressi del mare! Spalanco gli occhi sbalordita: quando si tratta di quella cristallina distesa d'acqua non si può trattenere lo stupore, neppure dopo molto tempo! Felice sfilo gli stivali, beandomi del contatto morbido con quella polvere color beige. Serenità che dura poco... un paio d'ore dopo stiamo ancora camminando su quella distesa, ma alla nostra sinistra si apre una frattura, uno strapiombo che di certo ha un chè d'inquietante. Ma non sono certo così pazza da avvicinarmici troppo, quindi non me ne curo, non considerandolo un pericolo.E avevo ragione... non era quello il vero pericolo. Decido infine per reinfilare le calzature, desiderosa di un po' di calore(dopotutto non è certo estate...)e improvvisamente vedo la sabbia muoversi... Possibile?! Stropiccio gli occhi, allungo una mano per mostrare ai miei compagni quello strano fenomeno quando mi accorgo che qualcuno l'ha già nella propria visuale. Lì, poco distante, v'è una distesa di vegetazione. Forse dovremmo avvicinarci... ma non ne abbiamo il tempo. Un enorme serpentone spunta dal terreno sbarrandoci la strada. E' qualcosa al di là della nostra portata... troppo grande... e soprattutto, quella pare essere la sua zona... L'umano Xartas si fa prendere dal panico, inizia la fuga... poco prima d'esser raggiunto... La bestia in un attimo è su di lui... e lo prende fra le sue fauci. Il terrore ha paralizzato non solo me, ma anche Rhien ed Elares... lo posso sentire, è palpabile, è il silenzio misto alle grida, è negli sguardi attoniti ed impauriti. William tenta di andare in un suo soccorso, ma basta un semplice tocco della sua coda per sbalzarlo a metri di distanza. E' finita. Lo penso davvero. Già prima che il guerriero partisse all'attacco piagnucolando ho voluto specificare"...Vi ho voluto bene.. a tutti voi..."... sì, ora davvero ho fatto tutto quello che dovevo, sono pronta. Il mostro si gira verso di noi, pare averci visualizzato, inermi prede nella sua tana. Non so quanto sia passato, ma il mio cuore sperava che tutto finisse presto, o sarebbe esploso esso stesso. Per questo, forse, non riesco a collegare bene gli avvenimenti successivi... Ma la bestia spalancò la bocca, mostrandoci ancora tra i suoi denti Xartas svenuto. Ma non era un urlo di vittoria... sembrava dolore. Dietro di lui qualcosa stava agendo, in fretta e senza pietà, una, due, tre volte. Riuscii a capire chi era solo in seguito, perchè il sangue del nostro predatore lo ricopriva, tanti erano i colpi che gli aveva inferto: William spingeva una lama nel suo corpo con innata ferocie. Per un attimo rabbrividii... non mi parve tanto meglio di quella belva. Epure ci stava salvando la vita, anche se non capivo come.. per quanto forte, l'umano non mi pareva ancora in grado di fare una cosa simile.Dopo pochi minuti, però, in cui il suo braccio non si era mai fermato, il serpente spirò cadendo con il capo a terra, privo di sensi. Tra i suoi denti accuminati accorse Elares, che recuperò Xartas e iniziò a curarlo per poi rassicurarci"Non è morto... stava per morire, ma con le mie cure dovrebbe essere fuori pericolo..." Eppure, più della paura di morire, più di quella per le vite dei miei amici, più di tutto...mi rimase impressa quell'immagine. William, un semplice umano. Ed una spada... una spada che ero convinta prima non possedesse.

Postato da: Ishy a 22:20 | link | commenti (14) |

giovedì, 17 novembre 2005
La chiesa dei segreti

Proprio come pensavamo, la ricerca di William non ha dato i suoi frutti, anche a causa del via vai di guardie che investigavano.Noi nel frattempo (io, Rhien e l'ignaro Antheos)ci siamo sollazzati con una vera e propria battaglia d'acqua, con la possibilità di buscarci una bella influenza! Ma tanto il pomeriggio si passa in taverna nelle nostre stanze, a dormire... questa notte si uscirà per un'altra bella visita alla chiesa... E dopo il meritato riposo usciamo quando ormai nessuno è più per le strade, guardandoci intorno con circospezione. Entrati ,sicuri di non esser visti(e con Elares che probabilmente prega per il"peccatuccio"), iniziamo le nostre ricerche: sotto il tappeto, sull'altare, tra le panche... e poi ancora in camera del finto sacerdote e nello studio, nei cassetti, nell'armadio... nulla! Ma dove potrà mai essere tutto ciò che gli serviva per le sue messe nere? Rhien prova a ricordare il tragitto fatto mentre li portavan nel bosco, nonostante fosse bendato,noi iniziamo a tastare tutti i muri in cerca di un passaggio segreto. Ed è allora, che Xartas, abbassando il candelabro nell'estremo angolo del corridoio, pare far scattare un meccanismo. Si apre una botola per terra, con una scala verso il basso. Lasciato in superificie Aran per assicurarsi che non sia un congegno a tempo, scendiamo scoprendo così la stanza delle prigioni... L'odore di umidità e muffa mi coglie impreparata e storco il naso nel tentativo di sentirlo di meno. Due celle sporche si profilano di fronte a noi, ma non pare esserci qui nulla di importante... Rhien mi racconta di come, grazie a William, fossero riusciti ad uscire dalle sbarre, ma che a causa del meccanismo non eran potuti scappare ed eran rimasti comunque intrappolati lì. Effettivamente i ferri di una delle due sono stati forzati... Cerchiamo ancora celermente(prima ce ne andiamo da questo posto lurido, meglio è!)ma pare davvero inutile... Ci sarà dunque un altro passaggio?Risaliamo al piano di sopra, dove ci attende Aran, e riiniziamo il nostro"palpeggiamento muri", fino a quando di nuovo Xartas non scorge nello studio di Mils tre candelabri messi stranamente assai vicino... dopo averli studiati per un po', troviamo l'ordine giusto in cui abbassarli e finalmente si apre un passaggio sul muro. Nuovamente le scale portano verso il basso... ma stavolta decidono di andare solo William ed Aran.. penso perchè hanno paura di trovare qualcosa di non troppo bello... Ed infatti sono di ritorno dopo qualche minuto, una faccia seria, neppure una parola di ciò che hanno visto... ma hanno ritrovato la sfera! In tutta fretta richiudiamo la porta per quelle scale e ritorniamo nelle nostre stanze... finalmente domattina potremo abbandonare questa terra maledetta dagli dei...

Postato da: Ishy a 19:34 | link | commenti (12) |
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